Game Over: Try Again? – The Saboteur

Game Over: Try Again? – The Saboteur

Benvenuti ad un nuovo appuntamento della nostra rubrica “Game Over: Try Again?”! Oggi parleremo di un titolo molto interessante, la cui sfortuna fu di essere la causa della chiusura dello suo stesso studio di produzione, ovvero Pandemic Studios. Il gioco in questione è “The Saboteur”, uscito nell’ormai lontano 2009. Ma non perdiamoci in chiacchiere inutili e cominciamo con le motivazioni per cui deve essere preso di nuovo in considerazione

La storia è uno dei punti cardini del gioco. Impersoneremo tale Sean Devlin, irlandese scappato via dalla sua patria che trova lavoro come meccanico nei circuiti di gare in Francia. Ma la spensierata vita del nostro Sean in compagnia del (milanesissimo) Vittore Morini, dei due figli di quest’ultimo, Jules e Veronique, verrà stravolta dall’esito di una gara decisiva, dall’arrivo nazista in Francia e del fato di qualcuno molto caro al nostro irlandese. Ciò lo spingerà a combattere i nazisti e a liberare il paese da questa enorme minaccia

The Saboteur è un free roaming diviso essenzialmente in due fasi: Stealth e Action. L’approccio stealth è del tutto opzionale e può essere gestito in diversi modi: in primis non facendosi vedere, ma anche “prendendo in prestito”*COUGH COUGH*le divise di soldati e ufficiali e infiltrandosi nei luoghi riservati; In più sarà disponibile un ridotto parco armi silenziato, cosi da essere silenziosi ed efficenti. Potremo anche usare il vantaggio dei palazzi alti, grazie alla possibiltà di scalare in tutta libertà, dove potremo spostarci in maniera più veloce grazie alle teleferiche o nasconderci se l’attenzione sarà salita troppo. A proposito di questo, se esagereremo nel dare troppo nell’occhio nelle nostre scorribande, di certo i tedeschi non rimarranno con le mani in mano: ci saranno infatti diversi livelli di allerta delle truppe, che saliranno in maniera graduale finchè non verremo catturati o riusciremo a ripararci in tempo

Parigi è divisa in più zone sotto il controllo nazista, deducibile dalla visuale in bianco, nero e rosso che occuperà la buona parte del gioco. Man mano che libereremo le zone, i colori riprenderanno la supremazia, mostrando il vero lato della capitale francese.

La parte grafica è forse quella che pecca di più in questo titolo: nonostante vi sia una certa cura nei personaggi, negli edifici e negli ambienti in generale, non è esattamente ciò a cui anche nel 2009 eravamo abituati a vedere. La bravura è però conservata nel portare l’attenzione del giocatore altrove, sull’atmosfera generale di Parigi che comunque strappa un bel sorriso

 

E con questo concludiamo il nostro appuntamento. Spero che vi siate interessati a questa piccola perla e che la recuperiate al più presto. Alla prossima!

Francesco Greco

<p>Videogiocatore incallito da più di 15 anni, decide che forse scrivere di videogiochi sia la via più semplice per far conoscere al mondo quanto sia grandela sua passione. Ok forse sono troppo formale. Ciao, sono Francesco e mi piacciono i videogiochi!</p>