Giornalisti Diversamente Informati: Tutta colpa di pregiudizi

Giornalisti Diversamente Informati: Tutta colpa di pregiudizi

Qualche giorno fa il noto telegiornale di Italia 1, Studioaperto, ha elogiato l’indie con protagonisti Bud Spencer e Terence Hill: “Slap and Beans”. Il servizio però non ha mancato di far andare su tutte le furie molti giocatori,non per l’argomento trattato,ma per una semplice frase, all’apparenza innocua ma che traspira innetitudine: “un’alternativa agli eroi cattivi muscolosi e armati dei videogiochi”. Viene ovviamente ripreso il solito stereotipo di gioco violento che trasmette idee violente e trasforma i ragazzini di oggi nei delinquenti di domani, cercando di convincere le vecchie generazioni di un male che non esiste.

Chi si ricorda di quando “La Repubblica” stabilì un presunto collegamento tra la missione “No Russian” di COD Modern Warfare 2 e l’attentato terroristico ad Ataturk? O di quando I Pokèmon si fossero trasformati in robba per satanisti? Ci sono stati molti precedenti di ignoranza da questi signori che dicono di divulgare informazioni e verità quando non portano altro che un nemico che non c’è.

Ma guardiamo ciò che da vicino riguarda questa critica: la violenza. Nessuno, nomina il Pegi, l’ente di classificazione per i videogiochi che, appunto, classifica i giochi a seconda del loro contenuto. Il fatto che i giornalisti criticano è che vengano venduti a dei ragazzini opere videoludiche dal contenuto non adatto alla loro età, non parlano delle responsabilità che dovrebbe prendersi il genitore, in quanto lui o chi per lui, ha permesso l’acquisto del videogame in questione.

Proviamo ad immaginare questa situazione in ambito cinematografico, prendendo come esempio il recente capolavoro diretto da Quentin Tarantino: The Hateful Eight. Il mondo sarebbe dovuto essere scosso da tale violenza e linguaggio, eppure tutti ne parlano come se si discutesse di arte pura.

Ora vediamo di raggiungere il punto della questione: è o non è un pregiudizio fondato sulle cosidette “leggende metropolitane” il fatto che il Videogioco in sè sia una cosa da bambini, da ragazzi immaturi? Non sarebbe ora di abbattere questo muro che da anni viene posto dove dovrebbe stare il cervello?

Category Gaming

Francesco Greco

Videogiocatore incallito da più di 15 anni, decide che forse scrivere di videogiochi sia la via più semplice per far conoscere al mondo quanto sia grandela sua passione. Ok forse sono troppo formale. Ciao, sono Francesco e mi piacciono i videogiochi!