Guida alla scelta del Display Gaming

Guida alla scelta del Display Gaming




INTRODUZIONE

La scelta del display per la propria postazione gaming è oggi veramente ampia: tra monitor Full HD, 2K, 3K, 4K, 16:9, ultra-widescreen 21:9 o addirittura più larghi, a pannello piatto o ricurvo, TN o IPS, il campo di scelta è veramente enorme. In questo articolo cercherò di aiutarvi nell’orientarvi nel marasma di scelte possibili, affrontando argomenti come ultra-widescreen, multi-monitor, G-Sync, Eyefinity e tanto altro. Iniziamo dunque ad analizzare, uno per uno, i parametri, le tecnologie ed i criteri di che vi condurranno alla decisione finale.

Connessioni

connettori2Prima di addentrarci nei veri e propri parametri di scelta mi sembra opportuno fare una rapida carrellata dei vari standard di connessione ad oggi disponibili. Questi sono:

  • VGA (analogico)
  • DVI (che può essere analogico o digitale)
  • HDMI 1.0
  • HDMI 2.0
  • Display Port

Di questi, HDMI 2.0 e Display Port sono gli standard più recenti, progettati rispettivamente per la TV e per il gaming in 4K, che garantiscono larghezza di banda sufficiente per le nuove risoluzioni. DVI e HDMI 1.0 sono pressoché identici (a parte la forma del connettore) ma HDMI può trasportare anche il segnale audio codificato in Dolby Surround, mentre DVI trasporta solo il video. Il connettore Display Port è simile ma più avanzato e consente l’interazione tra VGA e monitor (si veda più avanti). Grazie alla Display Port, sono nate le tecnologie G-Sync e Freesync (si veda più avanti). Tramite appositi connettori è possibile comunque trasformare da HDMI a DVI o viceversa (perdendo il segnale audio), o da Display Port ad HDMI/HDMI 2.0. I monitor che implementano la Display Port sono generalmente più costosi.
Il connettore VGA, essendo uno standard analogico è ormai obsoleto tanto che non viene neppure più implementato ne sui monitor ne sulle schede grafiche. Alcuni monitor sono retrocompatibili con l’analogico tramite il connettore DVI.

Rapporto di Contrasto

contrastIl rapporto di contrasto (contrast ratio) è un valore che esprime il rapporto tra le luminosità di un’immagine bianca rispetto ad una nera, espresso in candele al metro quadro (cd/m2). Questo parametro quindi misura in pratica quanto il bianco è più luminoso del nero. I monitor con un elevato rapporto di contrasto, tendono ad avere bianchi più luminosi e neri più scuri.
Occorre però fare attenzione ad un tranello molto comune. Il valore può essere inteso come statico o dinamico. Nel primo caso, il dato è certamente più rappresentativo perché fornisce una valida indicazione sulla qualità dello schermo. Il valore del contrasto dinamico, invece, scaturisce da una serie di ottimizzazioni a livello elettronico che non garantiscono la resa ottimale in ogni situazione.

Frequenza di Refresh e Tempo di Risposta

144La frequenza di refresh (refresh rate), com’è noto, è il valore che indica il numero di volte con cui viene aggiornata l’immagine sullo schermo. L’occhio umano riesce a rilevare che l’immagine non viene aggiornata in modo rapido se, ad esempio, un video venisse riprodotto ad un valore inferiore ai 25 frame al secondo. Quando la frequenza di refresh è troppo bassa l’occhio percepisce uno sfarfallio (flickering) e l’immagine in movimento risulta non fluida (in pratica va “a scatti”)
Negli schermi LCD/LED, la differenza tra un monitor che garantisce una frequenza di aggiornamento pari a 120 Hz ed uno da 60 Hz non è invece rilevabile dall’occhio umano se non in determinate situazioni  (si legga più avanti).

responsetimeIl tempo di risposta (response time) misura il ritardo, espresso in millisecondi, con cui un segnale in ingresso viene elaborato e mostrato sullo schermo.
Ad esempio, quando si muove il mouse, il puntatore segue i movimenti dello stesso con qualche millisecondo di ritardo: questo valore di latenza è proprio il tempo di risposta. Nel caso di immagini in movimento, come avviene nei giochi, il tempo di risposta è un parametro da tenere in considerazione in quanto tempi di risposta alti possono produrre un fastidioso effetto “scia”, il cosiddetto ghosting. In  genere si tendono a preferire i tempi di risposta bassi (al di sotto dei 2 millisecondi). A parità di tipo di pannello e frequenza di refresh, il monitor con tempo di risposta inferiore sarà quello preferibile.

Pannello TN vs. IPS

ipstnSenza dilungarci molto, TN (Twisted-nematic) e IPS (In Plane Switching) sono due differenti tecnologie utilizzate per la realizzazione dei pannelli display. Il pannello di tipo TN è ottimizzato per le immagini in movimento e per questo motivo “sacrifica” la qualità dell’immagine alla velocità. Pertanto, esso non soffre di effetto ghosting ma soffre di angoli di visione stretti e riproduzione del colore non ottima. I pannelli IPS invece, sono progettati per una visualizzazione ottimale dell’immagine ed hanno quindi colori più brillanti, maggior contrasto e miglior angolo visivo. Anche se nato per le immagini statiche e quindi per l’utilizzo in campo professionale, l’IPS ha subito una graduale diminuzione del prezzo che, accompagnata al progressivo miglioramento dei tempi di risposta, lo ha reso sempre più adatto al gaming. Quale dei due tipi preferire è semplicemente una questione di compromesso. I pannelli IPS con bassi tempi di risposta sono comunque considerati come i “top di gamma”.

VISUALE vs. LATENZA

La varietà di scelta attuale pone il gamer di fronte a un bel dilemma: preferire la visuale ampia o la latenza bassa?

Cominciamo con il dire che le risoluzioni 2K, 3K e 4K (o Ultra HD) nascono per migliorare la già ottima definizione del Full HD, con l’obiettivo di avvicinare sempre di più l’immagine al fotorealismo. Alla comparsa di monitor capaci di risoluzioni superiori alla classica 1920x1080p si è accompagnata quella di monitor in grado di visualizzare 2560x1440p con frequenze di refresh fino a 144 Hz, mentre la Ultra HD è al momento ancorata ai 60 Hz.

Test sostenuti da gamer esperti hanno però dimostrato che per l’occhio non allenato è praticamente impossibile distinguere i 144 dai 60 Hertz. Non è improprio, pertanto, affermare che i 144 Hz più che rappresentare un nuovo traguardo nel nella qualità/stabilità dell’immagine costituiscono un miglioramento volto a ridurre i tempi di latenza, cosa che tanto alletta il giocatore di FPS professionista per il quale anche 10 millisecondi possono significare la differenza tra vita e morte. Al contrario, la risoluzione maggiore potrebbe rendere addirittura più difficile avvistare un nemico lontano e puntarlo con precisione, richiedendo un aumento della risoluzione del mouse e dunque una maggiore difficoltà nel mirare.

gsyncConsiderazioni analoghe possono essere applicate alle tecnologie FreeSync (AMD) e G-Sync (NVidia), volte anch’esse a ridurre le latenze al fine di eliminare gli effetti di tearing e micro stuttering (si veda ad es. questo articolo). Entrambi gli standard, basati sulla connessione tramite Display Port, sono volti a fare in modo che sia la GPU a pilotare la frequenza di refresh del monitor che diventa dunque non più fissa ma variabile. In altre parole non è più la GPU a doversi “adattare” alla frequenza di refresh costante del monitor ma l’esatto contrario. G-Sync di Nvidia è considerata la tecnologia più stabile e matura, ma va anche detto che ha un costo più elevato, cosa che potrebbe scoraggiare chi pensa che la differenza di prestazione non sia tale da giustificare il prezzo. Essendo comunque queste ultime tecnologie proprietarie (Freesync non è in realtà proprietaria ma comunque non viene supportata da NVidia), l’acquisto va davvero ben ponderato in quanto comporta il legarsi ad un produttore o all’altro anche a livello di display.

Chi non è un gamer professionista o non gioca intensivamente a sparatutto in soggettiva potrebbe avere invece diversi motivi per preferire la risoluzione alta o una visuale ampia alla frequenza di refresh. Vediamo in quali situazioni la risoluzione può essere un fattore cruciale:

Racing games e simulatori di volo: la visuale panoramica regala maggiore realismo, dovuto anche alla maggior sensazione di velocità, la percezione dell’ambiente risulta migliorata e dunque contribuisce ad aumentare la qualità del controllo.

RTS, MMO e simulazioni sportive: anche in questi giochi la visuale ampia o più definita contribuisce al miglioramento del controllo. Poter vedere più campo implica una riduzione dei tempi necessari per la decisione di una mossa o di un passaggio.

Sparatutto: se la riduzione delle latenza può fare la differenza anche la possibilità di guardarsi intorno per scorgere nemici che sarebbe altrimenti impossibile vedere avvicinarsi può farla. Sfortunatamente nella maggior parte degli FPS competitivi attuali l’uso di una visuale ultra-widescreen non è ammesso in quanto considerato cheat, proprio perchè darebbe un vantaggio considerevole rispetto a chi usa una visuale 16:9.

Pian piano dunque, nel mondo gaming stanno imponendosi dei nuovi standard, denominati W-QHD (2560 x 1440) per il rapporto d’aspetto 16:9 e UW-QHD (3440 x 1440) con rapporto 21:9. Il primo è semplicemente un upgrade della definizione Full HD, il secondo offre invece una panoramica visuale ben più ampia.  Scegliere è come sempre una combinazione di fattori: esigenze, budget, spazio a disposizione e ovviamente gusto personale. Analizziamone i pro ed i contro

Visuale standard

swiftSe siete dunque degli affezionati del rapporto 16:9 e pensate di non aver bisogno di una visuale larga per giocare ma piuttosto di un compromesso tra risoluzione e frequenza di refresh, la vostra scelta ricadrà nel campo dei W-QHD. Questi monitor migliorano la definizione del Full HD e al tempo stesso spingono la frequenza di refresh fino a 144 Hz o anche oltre. Ne esistono di diversi tipi, alcuni dei quali supportano il G-Sync altri il Freesync. Esempi di questi display sono:

  • ASUS ROG PG279Q (G-Sync – 2560 x 1440 pixel – 165 Hz – pannello IPS)
  • ACER XG270GU (FreeSync, 2560 x 1440 pixel – 144 Hz – pannello TN)

Visuale ampia

Se avete invece deciso che per voi la visuale “panoramica” è il fattore essenziale, vi troverete a scegliere quindi tra 2 opzioni: monitor singolo ultrawide o multi-monitor..

Monitor 21:9

acer preQuesti monitor offrono il vantaggio della visuale panoramica priva delle fastidiose cornici dei monitor multipli. Con i display curvi si ha anche il vantaggio di una maggior sensazione di “profondità” della visuale. Anche in questa categoria troviamo display che supportano G-Sync e altri il Freesync. Per avere un idea dell’offerta vi consiglio di dare un’occhiata ai seguenti prodotti:

  • Asus ROG Swift PG348Q (G-Sync – 3440 x 1440 pixel – 100Hz)
  • LG 34UM67 (Freesync – 2560 x 1080 – 60Hz)
  • Acer Predator XR341CK (Freesync – 3440 x 1440 – 75Hz)

PRO:

  • immagine non interrotta da cornici
  • minori prestazioni della GPU richieste
  • minore ingombro rispetto a un triplo monitor
  • maggiore senso di profondità grazie agli schermi curvi

CONTRO:

  • costo elevato del display
  • campo visivo inferiore a un doppio monitor
  • non tutti i giochi compatibili
  • il monitor deve supportare anche aspect ratio inferiori

Multi-Monitor

eyefinityAnche se una tecnologia come AMD Eyefinity consente di collegare fino a 6 monitor, per la massa multi-monitor = triplo monitor. Questo perchè

  • La risoluzione con più di 3 monitor diverrebbe troppo alta e dunque richiederebbe una configurazione VGA dai costi spropositati
  • La presenza di cornici, anche minime, renderebbe l’affiancamento dei display poco pratico
  • Il costo totale di un sistema con più di 3 monitor sarebbe oneroso

La forma attualmente più diffusa di multi-monitor (o surround-view se preferite) è dunque il triplo monitor a 1920x1080p per un totale di 5760×1080 (=6,220,800 pixel). A secondo dello spessore della cornice dei monitor, è necessario però impostare un’adeguata compensazione per evitare che l’immagine risulti “spezzata”. A seconda delle cornici, si arriva dunque a valori come 5970×1080 fino a 6200×1080. A questa risoluzione, la GPU è chiamata a muovere una quantità di pixel superiore allo standard 3K, ovvero 2880×1620 (=4,665,600 pixel) ma inferiore al “true 4K” (che consiste di 3840×2160 = 8,294,400 pixel).

PRO:

  • costo non eccessivo (a patto di accontentarsi di monitor Full HD)
  • possibilità di utilizzare la VSR come miglioramento del Full HD (si legga più avanti)
  • visuale molto ampia, effetto “immersione” garantito
  • scalabile

CONTRO:

  • occore scegliere monitor dalla cornice sottile
  • la cornice spezza l’immagine e può avere impatto sul framerate
  • maggiori prestazioni della GPU richieste
  • non tutti i giochi compatibili
  • maggiore ingombro

NVidia surround vs. AMD Eyefinity

vsNvidia Surround ed Eyefinity sono i nomi che Nvidia ed AMD hanno rispettivamente assegnato alle loro tecnologie a supporto del multi-monitor. Tra le due vi sono leggere differenze. Nvidia Surround è “limitata” a 3 monitor mentre Eyefinity ne supporta fino a 6. In entrambi, installare più VGA (Crossfire/SLI) non aumenta il numero delle uscite monitor. Mentre Nvidia Surround prevede 3 monitor identici, AMD offre la possibilità di configurare il display multi-monitor in una varietà di modi, incluse situazioni con monitor di dimensioni differenti e/o con una particolare disposizione o con differenti spessori di cornice (una possibilità sicuramente utile ma in pratica poco sfruttata).

Per quanto riguarda AMD, prima dell’avvento dei driver Crimson, era necessario tenere attivata la configurazione Eyefinity, oppure attivarla solo quando serviva, mentre passando a risoluzione Full HD il display veniva “duplicato” su ciascuno dei monitor. In questo modo AMD ha quindi posto fine ad un fastidioso problema che invece non affliggeva la controparte NVidia. Con i Crimson, AMD ha finalmente introdotto la possibilità di tenere disattivata la configurazione Eyefinity, che potrà opzionalmente essere attivata dal driver stesso al lancio di un particolare gioco, previa creazione di un apposito profilo per esso. Grazie a questa utilissima opzione è possibile mantenere la configurazione tradizionale a monitor singoli, attivando Eyefinity solo quando serve, cosa questa molto utile sia per i giochi che non supportano l’ultra-widescreen sia per alcune applicazioni di produttività non progettate per funzionare a queste risoluzioni.

dsrSe pensate che la risoluzione Full HD sia limitante, considerate che entrambe le tecnologie consentono di sfruttare la cosiddetta VSR (Virtual Super Resolution), chiamata da NVidia DSR (Dynamic Super Resolution). Grazie a quest’ultima è possibile migliorare di parecchio la qualità grafica anche a 1080p. In modalità VSR/DSR, l’immagine viene renderizzata ad una risoluzione superiore a quella nativa del monitor per poi essere downscalata. Anche se il rendering a risoluzione maggiorata richiede naturalmente risorse di GPU, il downscale ha il piacevole “effetto collaterale” di produrre un ottimo anti-aliasing e pertanto, utilizzando la VSR non è necessario attivare l’anti-alias, cosa che compensa un po’ la perdita prestazionale dovuta al rendering ad alta risoluzione. Si può quindi pensare ad essa come ad una forma di “anti-alias avanzato”.

Sia Eyefinity che Nvidia surround consentono di attivare la VSR sia a monitor singolo sia in multiplo, qualora questa sia stata attivata su tutti i display che compongono la configurazione multi-monitor.

Chi non può o non vuole investire su display Ultra HD può dunque fare affidamento sulla modalità VSR, che consente quindi di godere di una qualità “simile” a 2K 3K o 4K pur utilizzando un display 1080p, a patto naturalmente di avere un GPU abbastanza potente.

Per quanto riguarda l’interruzione dell’immagine dovuta alle cornici, va detto che quando queste ultime sono sottili l’occhio accetta abbastanza facilmente l’interruzione in quanto è focalizzato per la maggior parte del tempo sul display centrale. La sensazione mentre si gioca è quindi molto diversa da quella che si può avere guardando un video da osservatori passivi.

Per quanto riguarda i costi, se i monitor ultra-widescreen sono costosi (specialmente quelli a superficie curva e dotati di G-Sync) i display da 24-27″ Full HD adatti al gaming sono invece abbastanza economici. Con una spesa inferiore a quella da sostenere per alcuni 21:9 è possibile quindi farsi una postazione triplo-Full HD da 60Hz o più. La scelta dei monitor è però complicata dal fatto che occorre optare per monitor dalla cornice molto sottile. Personalmente, ho deciso per moddare i miei 3 display smontandone la cornice, operazione chiamata anche debezel. Quest’ultima è comunque rischiosa in quanto invalida la garanzia dei monitor e la consiglio dunque solo ai modder esperti. C’è anche da dire che lo spessore delle cornici non ha solo un impatto estetico ma influisce sul framerate, anche se in misura moderata, in quanto aumenta la risoluzione complessiva.

Tecnicamente, Eyefinity offre maggiori possibilità rispetto ad Nvidia Surround, cosa anche logica in quanto ATI (poi AMD) è stata precursore nel campo del multi-monitor. La possibilità di collegare fino a 6 display offre grandi opzioni a chi sta progettando il simulatore di corse o di volo definitivo. Nvidia Surround, dal canto suo, ha la possibilità di usufruire di 3 monitor DisplayPort dotati di G-Sync.

Nvidia 3D-Vision vs. AMD HD3D

3dvisionPer finire, tra le tante opzioni tra cui potete scegliere vale la pena di ricordare anche il supporto alle tecnologie 3D. La grossa differenza tra queste due tecnologia è che 3D-Vision richiede occhiali e monitor proprietari mentre HD3D funziona con qualsiasi display 3D-Ready e relativi occhialini. Anche qui la maggior qualità di 3D-Vision si paga a caro prezzo. Come al solito, questione di compromessi.

VGA

I nuovi monitor richiedono anche un comparto grafico adeguato per poter essere sfruttati a pieno, sia in termini di risoluzione che di frame rate. Quali VGA sono in grado di reggere le risoluzioni WQHD /UWQHD? Sicuramente le top di gamma (980Ti e Titan X per NVidia, 390X e Fury X per AMD). Come è facile intuire, il multi-monitor va di pari passo con il multi-gpu (Si veda il mio articolo Mario e la scimmia del multi-gpu). La VGA singola infatti, anche quando è perfettamente in grado di gestire il 4K, diventa presto insufficiente passando alle risoluzioni triple. Ciò non toglie comunque che una VGA singola in grado di gestire risoluzioni 3K e 4K può essere utilizzata da sola per gestire un triplo Full HD. Vi ricordo infine che l’aumento di risoluzione richiede non solo maggiore potenza della GPU ma comporta anche una l’utilizzo di una maggior quantità di VRAM.

CONCLUSIONI

Scegliere una configurazione display per il proprio sistema gaming è una pura questione di esigenze. Il multi-monitor aumenta a dismisura le nostre opzioni, avendo come limite unicamente la propria fantasia e naturalmente la potenza delle GPU a diposizione.

Anche se ci sono pochi  dubbi che l’Ultra-Widescreen rappresenti un nuovo standard nel gaming, tristemente molti giochi vengono ancor oggi sviluppati per le risoluzioni 16:9 ed occorrono talvolta artifici, mod o utility di terze parti affinchè possano girare in visuale ampia.

Con l’imporsi delle nuove risoluzioni, gli sviluppatori sono sempre di più chiamati a supportare l’Ultra-Widescreen e, di conseguenza, il multi-GPU. Un grande aiuto in questo senso ci viene dato da utility di terze parti come Flawless Widescreen e Widescreen Fixer. Questi due programmi, completamente gratuiti, consentono a molti giochi di poter esser adattati alle risoluzioni ultrawide.

Ci auguriamo dunque che in futuro la tendenza cambi, grazie anche all’ausilio delle DirectX12.

Buona Scelta del display!

– Carlo Iovino –