Whatsapp prende in ostaggio il vostro telefono

Whatsapp prende in ostaggio il vostro telefono





Ancora brutte grane su Whatsapp. A dare preoccupazione è un virus che viaggia attraverso il famoso servizio di messaggistica. La disavventura potrebbe iniziare con l’aggiunta ad un misterioso gruppo, e poi un messaggio con degli allegati multimediali.

Tutto può iniziare con una notifica come: “Whatsapp ti ha aggiunto al gruppo Whatsapp”. All’interno potrebbe poi comparire un messaggio da un mittente con prefisso +44(Inghilterra) che dice così: “Congratulazioni, il tuo numero di telefono +39XXXXXXXXXX è stato selezionato casualmente come dispositivo mobile fortunato di oggi! Hai un (1) premio non reclamato. Reclama il tuo premio ora!”. Il messaggio è accompagnato da un contenuto multimediale e una scheda contatto. Ecco, diffidate dalla fortuna e dai premi in generale, e cercate di non aprire per nessun motivo gli allegati contenuti.

E sì, perché il premio che porta in dono questo messaggio è un ransomware, un tipo di malware che limita gli usi del dispositivo colpito. In pratica, il virus blocca alcune funzionalità del device e chiede un riscatto per liberarlo. Le prime vittime di questo ransomware sono,come facile da intuire,  galleria multimediale e rubrica contatti.

Una volta infettato, per sbloccare il cellulare è necessario pagare un riscatto, spesso richiesto sottoforma di versamenti in Bitcoin o in altre cybervalute, come accadeva già ai tempi di Cryptolocker(Windows). E nonostante il pagamento rimane il rischio di non rivedere più i dati: da quel che si sà il dispositivo viene sbloccato per poche ore, per poi essere successivamente ripreso in ostaggio.

La miglior cura, come sempre, è la prevenzione. Per sventare la minaccia basta evitare di aprire il file in allegato, eliminare la chat e bloccare il numero del mittente.

Dodaro Raffaele

<p>Innamorato dell’elettronica ed informatica fin da piccolo quando cominciavo a rompere i videoregistratori. Qualche anno dopo incontrai i sistemi operativi e da lì in poi cominciai a girare nelle cartelle di sistema a far danni. Ora, ormai 18 enne, mi trovo alla guida di gametechmodding.</p>